Con la sempre maggiore diffusione degli allineatori ortodontici stampati in 3D, uno studio internazionale ha messo in luce un aspetto spesso trascurato: non tutti i metodi di igiene utilizzati per i dispositivi tradizionali sono adatti ai materiali digitali più moderni.
I ricercatori dell’Università di Zagabria hanno osservato che le tecniche di pulizia sviluppate per gli aligner termoformati — come lo spazzolamento con dentifricio o semplici lavaggi — possono alterare la superficie degli allineatori in materiale poliuretanico, rendendola più ruvida e favorevole all’adesione batterica. Questo non solo può influire sull’estetica e sulla sensazione di comfort, ma potrebbe potenzialmente favorire l’accumulo di biofilm, con più batteri come Streptococcus mutans e Lactobacillus, noti per il loro ruolo nelle patologie dentali e gengivali.
Lo studio sottolinea l’importanza di adottare protocolli di pulizia specifici per gli aligner stampati in 3D, che tengano conto delle caratteristiche uniche del materiale di stampa. I metodi più efficaci — secondo i ricercatori — combinano approcci meccanici e chimici, così da rimuovere efficacemente la placca senza compromettere la superficie o la forma dell’apparecchio.
In pratica, non si tratta solo di “lavarli come un dentale normale”: la struttura degli allineatori 3D può reagire in modo diverso al contatto con detergenti e spazzole, richiedendo accorgimenti dedicati per mantenere igiene ottimale e comfort durante tutto il trattamento.
Per chi utilizza questo tipo di terapia ortodontica, seguire indicazioni specifiche di pulizia può fare la differenza non solo negli aspetti estetici, ma anche nella prevenzione delle complicanze legate all’accumulo di batteri e biofilm.